Sentieri 186-188-188c-188f: I Sentieri per Monte Pelato

SENTIERI 186-188-188c-188f
I Sentieri per Monte Pelato

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INTRODUZIONE
Per tutti noto come “IL POGGIO”… il “Poggio Pelato” di fatto è corretto chiamarlo Monte Pelato (375 m)  anche per non confonderlo con il rilievo di Poggio Pelato (299 m) situato in prossimità della frazione di Gabbro.

“Nella vallata che da Monte Pelato scende verso la costa si osservano svariati tipi di rocce: serpentiniti, gabbri e diabasi del Giurassico, che emergono da sedimenti del Cretaceo: quali argilloscisti e calcari “Palombini” e del Paleocene superiore: Flysch di Poggio San Quirico, a loro volta coperti da sedimenti sabbiosi del Pleistocene medio, in zona le Spianate e del Pleistocene superiore alla Buca dei Corvi. Nelle rocce verdi si trovano interessanti mineralizzazioni come la melanoflogite, la crisocolla, l’azzurrite, la magnetite, la clinozoisite, la lizardite e la dolomite. Nei calcari si possono trovare la calcite, la pirite, la marcasite e la barite.
Sulla superficie degli strati calcarei, spesso si intravedono le tracce biologiche lasciate da vermi, molluschi e crostacei vissuti su fondali marini di cento milioni di anni fa.
La presenza dell’uomo nella zona, durante la preistoria, è scarsamente documentata. Lungo questi sentieri, in passato, sono stati rinvenuti pochi reperti preistorici, in particolare scarti di lavorazione della pietra ma anche alcuni raschiatoi del Paleolitico medio ed un nucleo e dei grattatoi del Paleolitico superiore. In vari punti sono stati individuati anche frammenti di ceramiche etrusco-romane e si osservano, inoltre, labili tracce dei resti di sepolture romane di tipo alla cappuccina.
Nei pressi della località La Casina si trovano i ruderi delle strutture pertinenti alla miniera di magnesite, attiva nella prima metà del secolo scorso. Poco distante si aprono alcune gallerie e pozzi di areazione. L’area è disseminata di accumuli sparsi di magnesite, oggi ricoperti da muschio e terra, che sino agli anni ’60 del “900 mantenevano il colore biancastro originale, facendo assumere alla zona un aspetto quasi lunare, visibile anche da notevole distanza.”
[Testo prodotto da: Franco Sammartino]

L’area è stata individuata con LR 56/2002 come SIR-sir (Sito di Importanza Regionale segnalato nell’ambito del Progetto Life Natura Bioitaly).

“Il SIR di Monte Pelato ha un’estensione di circa 835 ettari e si colloca territorialmente fra due aree del Sistema Provinciale delle Aree Protette: il Parco dei Poggetti, distante circa 4 km, al quale è collegato da un corridoio ecologico specificatamente individuato dal vigente P.S e l’A.N.P.I.L Valle del Chioma, posta a circa 1 km.
Il perimetro del SIR Monte Pelato dista dai centri abitati più vicini (Nibbiaia, Castelnuovo della Misericordia e Castiglioncello) circa 1 km, è quasi interamente circondato da boschi e racchiude un’area pressoché disabitata
La descrizione ufficiale del SIR B10 Monte Pelato è riportata nella SCHEDA contenuta nella DGRT n. 644 del 5 luglio 2004. Nella scheda sono evidenziate le seguenti:
SPECIE VEGETALI
Sugli affioramenti ofiolitici si riscontra una tipica vegetazione delle garighe serpentinicole, con numerose specie rare. tra cui: Jonopsidium savianum (bivonea di Savi, specie endemica, rara e localizzata, presente in alcune stazioni disgiunte di Toscana, Lazio e Umbria su calcare o serpentini), Euphorbia nicaeensis ssp. prostrata (endemismo serpentinicolo della Toscana; è specie abbastanza rara con areale frazionato, presente solo su alcuni substrati ofiolitici),Thymus acicularis var. ophioliticus (endemismo delle serpentine toscane).
Ricchi e diversificati popolamenti di orchidacee legati ai prati sommitali su calcare e serpentini.
SPECIE ANIMALI
Presenza di comunità di Uccelli nidificanti, comprendenti alcune specie rare legate a mosaici ambientali complessi con praterie e garighe. I medesimi ambienti ospitano popolamenti di Rettili ricchi di specie.”
[Testo estratto da: RELAZIONE PER LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA SUI SIR - Roberto Branchetti]

Per interessanti approfondimenti botanici è doveroso segnalare il saggio “LA FLORA VASCOLARE DEL MONTE PELATO” di G. Gestri e L. Peruzzi in cui, a seguito di studi di campagna effettuati negli anni 2010-2011, sono state evidenziate 21 specie botaniche di nuova segnalazione sul territorio di tutta la Provincia di Livorno. Il saggio evidenzia: “l’importanza in termini conservazionistici di questo biotopo, anche in relazione alla peculiare natura ofiolitica del substrato”.

In quest’area si snodano numerosi sentieri e viottoli (tra alti corbezzoli), ma solo alcuni sono stati segnati, numerati e mappati … ma tutta l’area è di estremo interesse e da esplorare.

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SENTIERO 186: L’ANTICA VIA DELLA MARINA
DATI SINTETICI:
Lunghezza: 2 Km
Difficoltà: E-Escursionistico (Itinerario privo di difficoltà tecniche su terreno di vario genere: detriti, pietraie, rocce…)
Tipo percorrenza: A piedi- A cavallo – in MTB (percorso trivalente)
Località partenza: quadrivio La Casina
Località arrivo: Loc. Le Forbici (incrocio Via Vecchia Aurelia)
Tempo di percorrenza (in discesa considerando un andatura di circa 4 km/h): 30 min
Quota minima: 20 m
Quota massima: 170 m
Aumento di quota: -
Perdita di quota: 150 m
TRACCIATO GPX (UNDER CONSTRUCTION)
ALTIMETRIA (UNDER CONSTRUCTION)
LOGO SENTIERO:
(nessun logo)
DESCRIZIONE:
Questo sentiero in parte ricalca parte della Strada vecchia della Marina, una strada che è stata riscoperta “grazie al lungo e paziente lavoro di
‘assemblaggio’ dei plantari settecenteschi, dai quali è emersa la ricostruzione fedele di questo antico percorso, quasi certamente di collegamento fra il borgo di Castelnuovo ed i porticcioli di Castiglioncello e Quercianella, dove avveniva l’imbarco per Livorno delle merci (grani, legname e carbone) prodotte nella fattoria della Misericordia” (estratto da “STRADE DI PIETRA, VIE D’ACQUA E DI VENTO”).
L’interesse di questo percorso oltre che paesaggistico e naturalistico è quindi anche storico, legato alla necessità di conservazione della memoria della viabilità antica e dell’utilizzo di questa viabilità. Notevoli:
- la panoramicità che offre il percorso, con affacci su ampi tratti di costa (ancor di più, salendo di pochi metri su uno dei rilievi posti al suo fianco).
- il passaggio repentino da una formazione vegetale di macchia alta a quello di macchia bassa, quando la strada lascia il substrato (più fertile) delle argille e dei calcari e passa su quello delle rocce verdi (serpentiniti).
Lungo il percorso si trovano interessanti mineralizzazioni di clorite verde e zoisite rosa, inoltre in passato è stata raccolta una cuspide di freccia dell’Età del rame in diaspro rosso.
Inoltre nella parte del percorso sovrastante la ferrovia e la Vecchia Via Aurelia, sono evidenti anche le tracce del passaggio della Seconda Guerra Mondiale, data la presenza di una postazione antiaerea.

SENTIERO 188: IL SENTIERO DEL GHIARONE
DATI SINTETICI:
Lunghezza: 5,5 Km
Difficoltà: T-Turistico (Itinerario escursionistico di ambito locale su
carrarecce, mulattiere o evidenti sentieri)
Tipo percorrenza: A piedi- A cavallo – in MTB (percorso trivalente)
Località partenza: Loc. Le Serre (incrocio 00)
Località arrivo: Loc. Buca dei Corvi (incrocio Via Vecchia Aurelia)
Tempo di percorrenza (in discesa considerando un’andatura di circa 4 km/h): 1,20 h
Quota minima: 36 m
Quota massima: 313 m
Aumento di quota: -
Perdita di quota: 269 m
TRACCIATO GPX (UNDER CONSTRUCTION)
ALTIMETRIA (UNDER CONSTRUCTION)
LOGO SENTIERO:
(nessun logo)
DESCRIZIONE:
E’ uno tra i sentieri delle Colline Livornesi di maggior rilievo dal punto di vista paesaggistico e naturalistico; consente di creare interessanti percorsi ad anello e per raggiungere il centro abitato di Castiglioncello. Può essere percorso a partire dal SENTIERO 00 (in questo tratto identificato come Via delle Serre o della Sommità di Monte), ma anche a partire dal borgo di Castelnuovo della Misericordia (percorso noto come “la via dei Macchiaioli” che percorre la tratta finale del SENTIERO 199). La parte iniziale del 188 fiancheggia le pendici del Monte Pelato offrendo una magnifica vista sulla costa (per avere una vista a 360° è anche possibile arrivare sulla cima del Monte Pelato con la breve variante SENTIERO 188p, che ha inizio poco più a nord dell‘incrocio tra 188 e 00). Prosegue poi aggirando il “Poggio il Tedesco” fino a scendere in Loc. Le Spianate (in questo punto potrebbe essere chiuso un percorso ad anello risalendo lungo il SENTIERO188c).
Da Le Spianate il sentiero fiancheggia due vecchi fabbricati rurali oggi ristrutturati e, scende verso il mare, arriva sulla Vecchia Via Aurelia in
corrispondenza della Buca dei Corvi (una possibile alternativa è percorrere il SENTIERO 188f che si arriva sempre sulla Via Aurelia, ma in corrispondenza della Loc. Le Forbici).
Quest’area è conosciuta dai residenti come”Il Ghiarone”; non è un nome appartenente alla toponomastica ufficiale, ma è sempre stato utilizzato come riferimento … Nel dare un nome identificativo a questo sentiero abbiamo voluto riferirci a questo termine per sottolineare l’affetto e attaccamento dei residenti per questa area. …Potrebbe essere una “storpiatura” di: Chiarone o Ghiaione… infatti quando erano attive le miniere di magnesite (ma anche fino alla fine degli anni “60) gran parte della vallata era….brulla e bianca..per gli accumuli di minerale e per la polvere biancastra prodotta dalla sua lavorazione. Quindi Chiarone (Ghiarone) potrebbe essere relativo al colore preminente nella zona, e Ghiaione (Ghiarone) relativo alla grande quantità di detriti … questa per il momento è solo un’ipotesi (ipotesi formulata da Franco Sammartino), …e per il momento ci piace fornire questa interpretazione.

 

PIEGHEVOLI REALIZZATI NELL’AMBITO DEL PROGETTO OCCHI SULLE COLLINE:

pieghevole_esterno_MP

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GALLERIA IMMAGINI:

 

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